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MA IL PEGGIO E' PASSATO
O DEVE ARRIVARE?
Quando
viene detto che la crisi finanziaria si trasferirà
sull'economia reale viene detta una grande inesattezza. La crisi
è già presente sul mercato reale, come
contropartita degli errori fatti a livello finanziario,
oltrechè, come loro stessa origine. Mi spiego meglio: se gli
Stati Uniti hanno beneficiato di tenori di vita molto più
alti di quelli sostenibili, portando il debito a quattro volte il
prodotto, è chiaro che il problema è
già insito nell'economia reale. Un sistema finanziario
può tollerare un debito pari al prodotto, o anche qualcosa
di più, ma non il quadruplo.
Ed
è qui che si apre lo scorcio sul vero problema: gli
americani, anche a causa della crisi finanziaria, dovranno ridurre i
consumi drasticamente, i quali porteranno ad un drastico calo delle
vendite prima, e della produzione poi. Infine le aziende dovranno
adeguarsi ai nuovi standard di output e dovranno licenziare, gonfiando
le fila della manodopera inutilizzata che ridurrà
ulteriormente i consumi. In una parola: la recessione. Se si
venderà di meno, ci saranno utili più bassi e
prezzi delle azioni in linea con i nuovi livelli di utile. In sostanza
una contrazione economica dalla quale ci vorrà del tempo per
risollevarsi. Sarebbe necessario che i governi fossero in grado di
pilotare questo sgonfiamento dell'economia, per evitare una caduta
verticale, ma nessuna parola è stata ancora detta a riguardo
dalla politica. Ci si trova ancora allo stadio iniziale,
cioè quello finanziario, anzi, quello della ricerca di un
accordo sulle regole comuni per riportare l'ordine finanziario, e non
di tutta la finanza, ma solo delle banche, almeno per il momento.
La
BCE ha deciso di bypassare il prestito tra le banche, facendo da
riferimento essa stessa per i prestiti, nel senso che se una banca
comunitaria avrà un'eccedenza la potrà depositare
presso la BCE con una remunerazione del 3,25% (sempre meglio dei titoli
di stato a tre mesi che rendono il 2,20%), mentre se avrà
bisogno di un prestito a breve, potrà finanziarsi sempre
presso la BCE al 3,75%, contro il 4,96% del tasso euribor a tre mesi.
Quindi la BCE, per ora funziona da unico mediatore certificato del
mercato interbancario, e sembra che sia una soluzione che
funzioni.
RAPPRESENTAZIONE
MATEMATICA
DELL'EASTERLIN PARADOX
Se
indichiamo con F
la felicità di un individuo (considerandola una variabile
misurabile cardinalmente), con I il reddito (inteso come mezzi
materiali), con R i "beni relazionali", e ignoriamo altri
elementi, possiamo scrivere:
F =
f (I, R)
cioè
la
felicità è una funzione del reddito individuale e
dei
beni relazionali. Se è vero e ragionevole supporre che
l'effetto
complessivo del reddito (I) contribuisca direttamente alla
felicità soprattutto per bassi livelli di reddito, bisogna
anche
considerare che, dopo aver superato una certa soglia, questo
può
diventare negativo poichè l'impegno per aumentare il reddito
(assoluto o relativo) può produrre sistematicamente effetti
negativi sui beni relazionali, sulla qualità e
quantità
delle nostre relazioni (ad esempio a causa delle risorse eccessive che
impieghiamo per aumentare il reddito e che sottraiamo ai rapporti
umani), e quindi, indirettamente, potrebbe smorzare, o addirittura
ribaltare l'effetto totale diminuendo la felicità. Le
diverse
ipotesi possibili, insieme ai nostri limiti cognitivi ed ai
condizionamenti sociali, spiegano perchè inconsapevolmente
non
ci comportiamo razionalmente e superiamo il punto critico.
GOVERNANCE
BANCARIA
In materia
di governance bancaria, il
recente documento di consultazione della Banca d'Italia ha fissato
delle novità nel sistema dualistico, e cioè delle
regole per la netta
separazione tra la supervisione strategica e quella di gestione,
l'ambito e la qualifica delle materie di competenza del Consiglio di
sorveglianza, e la definizione e limitazione dei poteri del presidente
di quello stesso Consiglio.
Le
banche dovranno illustrare alla
Banca d'Italia le motivazioni del modello di amministrazione e
controllo adottato, il quale dovrà comunque risultare
congruo con le
strategie aziendali. Quando le funzioni di supervisione strategica e di
gestione risultano attribuite a due organi diversi, devono essere
esplicitamente individuati i compiti dei due organi, mentre le
responsabilità dovranno essere tenute nettamente distinte.
In
particolare, qualora al Consiglio di sorveglianza, fossero stati
attribuiti compiti di supervisione strategica, tale potere non
dovrà
comunque condurre ad un'eccessiva ingerenza dell'organo di controllo
nella gestione della società.
Dovranno
essere gli statuti delle
banche ad individuare e limitare l'ambito delle competenze del
Consiglio di sorveglianza. Quanto al suo presidente, non
potrà
partecipare alle riunioni del Consiglio di gestione o rivestire cariche
nell'organo amministrativo di società controllate e
collegate.
In merito al Comitato per il controllo interno, organo che affianca
operativamente il Consiglio di sorveglianza, i suoi componenti dovranno
essere soggetti dotati dei requisiti di professionalità e
tutti
indipendenti.
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