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L'INDICE CI RIPROVA
Il
movimento della penultima candela dimostra una certa tenuta del livello
dei 27.700 punti. Si è venuto a formare una sorta di martello
che rilancia in sù l'indice per la terza volta. La sfida che si
prospetta è quella di portarsi in area 29.500 punti e cercare di
sfondarla. Il petrolio inizia a sgonfiarsi dopo le paure del uragano
Gustav, e i nuovi dati positivi del Pil USA lanciano nuovo ottimismo
sui mercati azionari. Il test di quota 27.000 è stato rinviato
per la seconda volta. Resta il dubbio di un rialzo basato su un unico
minimo importante, senza alcuna successiva verifica...
LA BORSA DEL RIENTRO

Tra
alterne vicende, il rimbalzo che abbiamo lasciato in pieno corso a
metà luglio è continuato anche nel mese
successivo. Ora
però è comparsa una candela scura (indicata con
la
freccia rossa), che ci fa pensare che il mercato stia per iniziare un'
"operazione respiro". Se dovesse essere ceduto il supporto dei 27.800
punti, è probabile che il mercato scenda dritto dritto sui
27.000 punti per ritestare una seconda volta il supporto principale,
quel "pivot point" dal quale era partita la reazione. Fare attenzione.
POST-RIMBALZO
La
lunga candela
bianca ha paradossalmente segnato la fine della prima gamba del
rimbalzo. In realtà ha fornito l'occasione a qualcuno di
uscire
alla meno peggio. Ora sono comparse due piccole candele scure che
stanno per compromettere quasi tutto il guadagno del corpo della lunga
candela bianca. Un cedimento al di sotto di quel livello, confermato da
una chiusura al di sotto dei 28.000 punti, determinerà una
lettura in negativo del decorso borsistico. Un recupero dai livelli
attuali, al di sopra del picco della lunga candela bianca, sopra i
29.000 punti, aprirà probabilmente lo spazio ad una seconda
gamba di rialzo/rimbalzo.
IL PRIMO VERO RIMBALZO
Il
martello
indicato con la freccia verde è il primo vero martello
(segnale
rialzista) visibile sul grafico candlestick da diversi mesi. Questo ha
permesso il superamento dell'ultima candela negativa e la formazione di
una serie di quattro candele positive, una dietro l'altra. Tuttavia le
vere candele bianche dovrebbero essere tre, perchè il corpo
della quarta è talmente stretto che preferirei considerarla
un
doji, cioè una figura di indecisione. Infatti gli operatori
ora
sono titubanti: o continuare il rialzo superando finalmente la
metà del corpo della lunga candela scura precedente
(indicata
col tratteggio rosso), oppure ritornare di nuovo in giù per
testare la bontà del supporto posizionato sui 26.500 punti.
Io
propenderei per questa seconda ipotesi, tuttavia non si può
nemmeno escludere un'estensione del rimbalzo di riflesso, essendo
durata molto a lungo anche la precedente gamba ribassista.
SEMPRE PEGGIO...
La
crisi di Fannie
e Freddie arriva come una secchiata di cubetti di ghiaccio dopo una
bella doccia fredda! Il mercato non è in grado di elaborare
serenamente questa continua catena di notizie negative. Non
è
nemmeno normale una discesa costante come quella del grafico. Ad azione
non normale, aspettiamoci reazioni fuori norma. Le scene di panico
ancora non si sono viste, ma le code fuori degli sportelli della
IndyMac Bancorp sì. Così si è
innescato un
meccansimo pericoloso che è bene tenere d'occhio, che
è
quello della paura. Il passo successivo è il panico.
Continuate
a restarne fuori!
ASPETTANDO GODOT...
Il
rimbalzino
è stato proprio "ino ino"...Il mercato azionario domestico
soffre per la caduta dei finanziari ed anche per il cedimento dei
titoli energetici in seguito al parziale sgonfiamento del petrolio. Dal
lato greggio tuttavia, non c'è da preoccuparsi,
perchè
riprenderà a salire: aveva solo bisogno di una salutare
pausa di
riflessione per rientrare dagli eccessi sugli oscillatori. Per quanto
riguarda i titoli finanziari la diffidenza resta.
Nel
frattempo, la
sensazione è che mentre il mercato scende, si stia
aspettando
Godot, come nella famosa opera di Samuel Beckett...Arriverà
poi
il ragazzo a dirci che Godot (il rimbalzo nella fattispecie) oggi non
verrà, ma che verrà domani...Poi domani si
ripeterà la stessa scena...
Meglio
starne ancora fuori!
AL MASSIMO...UN
RIMBALZINO
Il
grafico ha
tagliato il piccolo canale laterale che aveva come pavimento i 28.950 e
come tetto i 29.350 punti. Ora si è appoggiato sul nuovo
supporto dei 28500 punti ed ha rimbalzato, anche in scia ai migliorati
indici statunitensi, ma non bisogna farsi troppe illusioni. Per
rientrare nel canale servirà un colpo di reni che
attualmente
non sembra poterci essere. E superato il canale, lo aspetta la
resistenza dei 30.000 punti che appare tanto dura quanto lontana. Nella
migliore delle ipotesi, nelle prossima sedute Piazza Affari
potrà rientrare nel canale arancione. Nella peggiore delle
ipotesi invece non vorrei addentrarmi, ma il supporto dei 28.500
è troppo vicino per poter reggere a lungo...Fate attenzione
e,
se potete, statene fuori!...
IL TEST DEI 30.000
Lo
S&PMib
è andato sotto i 30.000 ed ora sta effettuando il test di
tenuta
della nuova resistenza (ex supporto). Basta un peggioramento del quadro
generale, e ritornerà di nuovo giù fino
ai 28.500
punti, nuovo supporto. Il Nasdaq e il Dax, veri listini locomotiva,
sono posizionati in punti delicati di supporto. Se molleranno la presa,
tutte le borse ne risentiranno negativamente. Il nostro grafico
dovrebbe superare i 30.500 per poter rovesciare il quadro ribassista,
almeno nel breve. Massima attenzione.
OPEC O NON OPEC? QUESTO
E' IL PROBLEMA
Doppia
candela nera
lunga: il mercato ha paura. Come si fa a vedere? Beh, anche noi
psicoeconomisti abbiamo i nostri piccoli trucchetti, ma potete crederci
se vi dico che c'è una paura palpabile. Poi ci sono elementi
di
ritorno alla calma, ma non significa necessariamente rialzo. Le due
piccole candele bianche e quella nera successiva, sono tre martelli,
segno che forse il ribasso sta per sfociare in un rimbalzo. Se il
mercato salirà, dovrà chiudere sopra la
metà del
corpo dell'ultima candela nera, se invece scenderà, potrebbe
essere un test per vedere se ci sono ancora ribassisti in forze. Se la
chiusura terminerà sopra la fine della lower shadow,
cioè
lo stoppino basso delle tre candele, allora ci sarà
un
rimbalzo, in caso contrario il test sarà fallito e
seguirà a brevissimo quello dei 30.000 punti. Molto
dipenderà dalle decisioni dell'Arabia Saudita e dell'Opec a
Jeddah il 22 prossimo.
VERSO I 30.000
L'indice
ha ceduto,
ed ora con la lunga candela scura ha lanciato un altro pesante segnale
ribassista. La candela successiva non ha alcun peso reale. Lo scenario
più probabile prevede il seguente copione: rimbalzino per il
test attorno ai 32.000 punti e poi avanti in discesa controllata verso
i 30.000 punti, livello di supporto della precedente discesa di marzo.
Solo da lì sarà possibile costruire una linea del
Piave
dalla quale non far passare i ribassisti. Ma sarà una
battaglia
legata ai destini ed all'andamento delle principali variabili macro
mondiali, in primis, del petrolio. Attenzione alle dichiarazioni dei
Governatori circa le prossime mosse sui tassi, che sono ritornati ad
essere veri e propri market drivers.
CATTIVI PRESAGI
L'indice
ha tenuto
il supporto con fatica, ma l'ultimo tentativo di rimbalzo è
stato subito ripreso e sopravanzato da una candela nera il cui corpo
supera abbondantemente in basso quello della candela bianca. Non
è un bel segno perchè dopo aver visto la vittoria
degli
orsi nelle cinque candele nere precedenti, questa sta per mettere la
parola fine anche all'unica candela bianca vista di recente. Chi se lo
può permettere resti fuori, mentre chi è
investito si
alleggerisca e fissi stop loss automatici vicini. La nottata
sarà lunga...
IL MOMENTO DELLA VERITA'
L'indice
ha
effettuato la correzione attesa ed ora si trova in un momento delicato.
La candela bianca è stata annullata da quella nera, ed ora
ci
troviamo di fronte ad una sorta di doji che dice chiaramente che il
mercato è indeciso. Ma una cosa è certa: non
avrà
molto tempo per decidere: o scenderà ancora e
violerà al
ribasso il supportino statico dei 32.500 punti, oppure si
riprenderà e terrà in gioco la scalata per i
34.000
punti. Per come è messo ora, è più
probabile uno
sviluppo ribassista, ma il grafico purtroppo non è
risolutivo al
riguardo. La cosa migliore è aspettare e agire dopo di
conseguenza.
DOPPIA STELLA CADENTE:
PAUSA SALUTARE
L'indice
ha
ammassato truppe al valico dei 34.000 e ne ha effettuato il superamento
come previsto la volta scorsa, con una bella candela bianca. Poi il
martello ha confermato la forza dei tori, ma la stella cadente
successiva ha cambiato le carte in tavola, e quella successiva ha
confermato il segnale di cambio di tendenza. Il mercato è
pronto
per una salutare pausa di riflessione, che al suo termine potrebbe
essere in grado di creare le basi per un attacco in grande stile di
quota 35.000. Tuttavia bisognerà vedere dove
verrà creato
il nuovo campo base: se sarà troppo distante dalla vetta,
servirà un movimento a due tempi con una pausa lungo la
salita.
L'INDICE AMMASSA TRUPPE
AL VALICO DEI 34.000
L'indice
ha
disegnato un interessante harami in discesa. Si tratta di un segnale di
inversione che viene lanciato proprio mentre sta attendendo al varco,
per ritentare d'oltrepassare i 34.000 punti. E' possibile che ci voglia
un po' di tempo per creare una base solida dalla quale partire al
successivo attacco della resistenza dei 35.000 punti, vero sbarco
grafico in Normandia... L'ultima volta l'indice era partito
dai
30.000 punti per arrivare ai 34.000, quindi aveva il fiatone. La
boccata di ossigeno delle ultime sedute ci voleva tutta. Ed ora
potrebbe esserci l'energia giusta. Ancora qualche seduta e poi
verrà sferrato l'attacco.
MOMENTO DELICATO. IL
SUPPORTO A 34.000 NON TIENE!
L'indice
sta
testando il supporto dei 34.000 punti. L'area di supporto si estendeva
fino ai 33.800, ma ora l'indice è sceso a 33.722. Molto
dipenderà dalle idee che verranno maturate nel week end.
Sembra
che il terreno di costruzione della salita richiederà molto
più tempo e richiederà due o tre test di tenuta
simili a
questo. L'ultima candela indica un mercato che ha oscillato bene, ma il
corpo della candela si è collocato nella parte medio bassa e
non
proprio in fondo. Il momento è delicato. Se si torna sopra i
34.500 allora la fase di rialzo si estenderà. Sotto i
livelli
attuali resterà un brutto doppio massimo sul grafico e si
andrà ancora più sotto.
LA LUCE IN FONDO AL
TUNNEL
L'indice
è
riuscito a reagire e ad allontanarsi dalla zona pericolosa toccata la
settimana scorsa, riportandosi in area 34.000 punti, superati i quali,
cesserebbero le vendite dei "cecchini", cioè degli operatori
che
sono in perdita e vendono man mano che arrivano al pareggio. Monitorare
con attenzione l'andamento dello S&P500 che sta attaccando la
resistenza dei 1400 punti. La figura ricorda un testa e spalle
rovesciato.
INDICE ANCORA NELLE
SABBIE MOBILI
L'indice
non riesce
ancora ad uscire dall'area delle "sabbie mobili" rappresentata dal
rettangolo 32.500-34.200. Le vendite "a pareggio" tolgono forza ai
compratori ed ai prezzi. La salita partita nella terza decade di marzo
sta perdendo spinta e slancio, mentre sta per essere violato il
supporto dinamico relativo, che potrebbe riportare l'indice di nuovo a
contatto con la parte inderiore del canale, a circa 32.500 punti. Un
cedimento di tale valore aprirebbe lo spazio per un secondo test dei
30.000 punti, che se superato, costituirebbe un ottimo doppio minimo
per poi ripartire all'attacco.
COME VOLEVASI
DIMOSTRARE...
Come
volevasi
dimostrare...Superando la soglia dei 33.000 punti, l'indice di Milano
è entrato in una zona di congestione, che noi la volta
scorsa
abbiamo chiamato "dei cecchini" per dare un'idea visiva della
tipologia. In quella zona diversi operatori entrati tra la fine di
gennaio ed il mese di febbraio si sono ora ritrovati in pareggio. Per
chi era entrato a 33.000 punti la discesa a 30.500 aveva comportato una
perdita sulla carta pari al 7,5%, mentre per chi era entrato a 34.000
la perdita a metà marzo ammontava al 10%. E' ovvio che
già le prime operazioni entrate in pareggio abbiano
scatenato le
vendite per ritornare alla finestra, riportando l'indice in discesa.
Quelli entrati a 34.000 sono rimasti a bocca asciutta. L'indice si
trova ancora dentro il canale laterale e potrebbe effettuare un
rimbalzino sulla parte bassa, intorno ai 32.300 punti.
IL PUNTO DELLA
SITUAZIONE A MILANO
Dal
punto di vista
psicoeconomico l'inclinazione del rimbalzo resta ancora la stessa,
tuttavia ora l'indice sta attraversando un'area molto rischiosa, che
definirei "dei cecchini" perchè tra 33.000 punti e i 34.800
nel
periodo fine gennaio - fine febbraio sono entrati diversi operatori che
ora stanno andando in pareggio dopo aver attraversato un periodo in
perdita per tutto marzo. Quindi se questi dovessero decidere di
vendere, non appena riagguantato il pareggio, la discesa sarebbe di
nuovo dietro l'angolo. Massima attenzione!
IL PUNTO DELLA
SITUAZIONE A MILANO
Dal
punto di vista
della psicoeconomia, ci troviamo davanti ad un vero e proprio bivio. La
velocità di risalita (linea fucsia) è
paragonabile a
quella della discesa al di sotto del taglio inclinato in rosso. A
questo punto è ragionevole pensare che l'indice stia per
entrare
nell'area di congestione 33.000-34.800 in attesa di sviluppi da parte
del mercato globale. Tuttavia manca ancora un test del pavimento, che
crei un secondo minimo relativo più elevato rispetto a
quello
marrone, in modo da poter sviluppare la base del canale ascendente.
STUDIO DEL GRAFICO CON
LA PSICOECONOMIA - ATTO II

Questa
settimana possiamo analizzare i risultati dell'analisi tecnica
psicoeconomica applicata ai comportamenti reali del mercato. Come
potete vedere il rimbalzo studiato la settimana scorsa non è
nemmeno riuscito a raggiungere il livello della resistenza (linea
rossa) che rappresentava un supporto fino a poco tempo fa. Il mancato
raggiungimento del taglio precedente corrisponde ad un recupero lento,
quindi, come previsto dalla tecnica psicoeconomica, prevede un
successivo ribasso. La tecnica funziona: come potete osservare nel
riquadro rosso, il mercato ha proseguito verso il basso (movimento
indicato dalla freccia fucsia).
A
questo si deve
aggiungere il flop della Bear Stearns, che è doppiamente
grave
sia perchè si tratta della quinta banca di Wall
Street, e
sia perchè riguarda appunto una banca. La crisi finanziaria
ha
poteri devastanti se invece di toccare settori diversi, come
poteva essere con l'immobiliare o il tecnologico, va a toccare il
sistema bancario, nel quale passano i gangli vitali di tutto il resto.
Intaccando questo settore si può trasmettere al resto
dell'economia molto in fretta!

Al
vocìo
della Stearns si aggiungono ora altri nomi di banche eccellenti. Per
chi è fuori del mercato il consiglio e di restare alla
finestra.
In attesa delle reazioni di Wall Street alla riunione FOMC del 18,
nella quale è stato deciso un taglio di 75 bp, per chi
è
investito, il mio consiglio è di vendere o almeno di
alleggerire. Se il mercato dovesse reagire in maniera tiepida e poi
tornerà a scendere, le cose si faranno drammaticamente serie
perchè le cartucce che la Fed potrà ancora
sparare
saranno rimaste davvero poche.
STUDIO DEL GRAFICO CON
LA PSICOECONOMIA

Questa
settimana
applichiamo al grafico dell'attuale S&PMib le tecniche della
Psicoeconomia. Innanzitutto dobbiamo individuare quale sia il primo
movimento e poi il secondo. Nella fattispecie il primo
movimento
è quello che taglia al ribasso il supportino di breve
indicato
dalla linea rossa, che ha funzionato da linea di rimbalzo per ben tre
volte. Il secondo movimento è il rimbalzo che sta avvendendo
ora.
Ebbene,
le
posizioni aperte nell'area 33.000 punti verranno chiuse in pareggio o
mantenute aperte a seconda della velocità di rialzo del
secondo
movimento. Se quest'ultimo sarà lento verranno chiuse, se
invece
sarà veloce verranno mantenute. Facile vero? Se non
ricordate
più i fondamenti della tecnica psicoeconomica, rivedetevi la
seconda lezione del corso riguardante le reazioni previste a seconda
dell'emotività cliccando qui.
I TASSI COME UNA
MARCIA...COME MARCIANO I TASSI!

(nel
grafico sopra,
un esempio di previsione dei tassi BCE solo qualche mese fa: le
previsioni sui tassi sono sempre dinamiche e difficili da effettuare)
Il
tasso ufficiale
manovrato dalle banche centrali funziona come il cambio di
un'automobile, i dossi della strada rappresentano i cicli economici con
i loro alti e bassi, e l'auto rappresenta l'inflazione. Quando
la
strada trova un
leggero avvallamento, cioè l'economia è in forte
accelerazione, si aumenta il tasso, cioè si scalano le marce
in
su, per non sentire girare il
motore in modo troppo sostenuto ed evitare che si
surriscaldi. Quando la strada è diritta e
piatta,
l'economia è stabile, ed il tasso, cioè la
marcia, viene
tenuta costantemente ferma. Quando la strada, cioè il ciclo
economico è in salita, cioè fa fatica, la banca
centrale
taglia il tasso, cioè scala le marce in giù per
tenere
l'auto su di giri, cioè permettere
all'economia, di correre meglio. Come in una vera
auto, le
marce non si possono scalare più in basso della
prima ,
cioè il tasso di interesse non può essere
abbassato sotto
l'1% (salvo casi particolari come il Giappone), altrimenti si rischia
di entrare in una sorta di stallo dell'economia, chiamato
tecnicamente "trappola della liquidità".
L'economia
mondiale è una strada fatta di dossi e cunette, una sorta di
ciclo continuo.
L'auto
degli USA
che sta davanti, attualmente sta rallentando
perchè è in salita, per cui il guidatore
Ben
Bernanke (Governatore della Fed) sta scalando le marce
all'ingiù
per tenere il motore su di giri. Attualmente ha innestato la terza
(3%).
L'auto
dell'Europa
è in ritardo sul ciclo, e insegue quella statunitense,
percorrendo la stessa strada, più indietro, a qualche
chilometro
(mese) di distanza . Ora ha terminato la discesa e sta
iniziando a
salire, ma Jean-Claude Trichet (Governatore della BCE), si ostina a
farlo continuando a tenere la quarta (4%)!
FLY TO... INSTABILITY

L'instabilità
dei mercati provoca nelle sue punte più pronunciate, un
fenomeno
chiamato "fly to quality", cioè volo verso la
qualità.
Una fattispecie di questo fenomeno è il "volo" effettuato
dai
capitali abbandonando le rischiose azioni per approdare ai
più sicuri titoli di stato. Più è
lunga la
duration del titolo e più saranno ampie le sue oscillazioni
al
verificarsi del fenomeno. Il titolo più lungo in Italia
è
il BTP trentennale, che in una sola seduta può variare anche
di
un punto percentuale (o anche di più). Nell'esempio
riportato
sopra, il BTP scadenza 01 febbraio 2037, è oscillato da
89,41 a
90,27.
Quando
vedete che
il mercato azionario diventa piatto, ma prevedete un ritorno di
volatilità in grado di scatenare il fly-to-quality, volate
anche
voi verso la qualità posizionandovi sul future dei titoli di
stato con duration a voi più consona. Queste operazioni sono
piuttosto delicate perchè comportano grosse garanzie e
capitali.
Se
non potete
metterle in atto, potrete sempre sfruttare il fenomeno
per leggere
meglio il mercato e sfruttare l'instabilità in altro modo,
ad
esempio con le opzioni sulle azioni o sull'indice, o ancora con gli ETF.
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