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ANCORA GIU'

Il
secondo punto di conferma del movimento di discesa si è rivelato
oggi, con un gap down in apertura seguito da un movimento orizzontale
aggrappato alla linea dei 19.300 punti, ceduta nel pomeriggio sulla
scorta dell'apertura negativa di Wall Street. I primi scricchiolii si
erano già notati ieri, quando dopo aver tentato più volte
di superare i 19.400 punti, nel pomeriggio l'indice ha rotto il
supporto dinamico partito il 29 giugno. Lo sprint sul finale va letto
come il tipico picco dove salgono sull'autobus gli ultimi rialzisti,
più che come un nuovo reale tentativo di salita. Ora il primo
obiettivo grafico è rappresentato dall'area 18.800-18.900. Per saperne di
più, con dettagli e prospettive, abbonati alla Newsletter.
GLI ORSI BATTONO I TORI
2-1
Come
avevo detto la settimana scorsa, le sedute successive alla correzione
post-rimbalzo sarebbero state decisive per stabilire il sentiment
futuro. Come avevo anticipato, il livello dei 19.000 punti del'FTSE Mib
sarebbero stati decisivi dal punto di vista tecnico per capire se si
sarebbe potuto sperare in una continuazione del rimbalzo, o se il
mercato sarebbe addivenuto a più miti consigli. La reazione
è stata tentata il 24 giugno, e come potete vedere dal
grafico
sopra, ha trovato un muro proprio in corrispondenza dei 19.000 punti.
Ora si aprono due scenari: o una continuazione della discesa per
allineare i valori dell'azionario a quelli che saranno i valori
dell'economia in presenza di un debito e di un consumo privato,
necessariamente contratto,
oppure un movimento laterale, che possa funzionare da linea di
galleggiamento in attesa di nuove notizie positive in grado di ridare
nuova forza. Per saperne di
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COME VOLEVASI
DIMOSTRARE...

Come
avevo anticipato più volte, l'indice di Piazza Affari non
poteva
che proseguire con una correzione, anche a vantaggio dei rialzisti che
avrebbero trovato molto più conveniente rientrare
più
tardi, ma con più convinzione, che non in cima ad una
scalata,
ma con estrema incertezza. Ora è in corso un delicato
movimento
di post-correzione che determinerà la sorte dell'indice
delle
prossime 2-3 settimane. Il
livello discriminante si trova sui 19.000 punti che diventeranno ora
molto importanti dal punto di vista tecnico. Per saperne di
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PIAZZA AFFARI TORNA
SOTTO I 20.000

L'esito
delle elezioni europee potrebbe fungere da grimaldello per una
correzione dei listini, alle prese da troppe sedute con l'incertezza
sulla direzione da prendere. Il movimento innescato a Piazza Affari in
apertura è inequivocabile, sia per la velocità
che per il
gap down in apertura. Trattandosi di un voto europeo, l'effetto
negativo sui diversi listini potrebbe provocare una sorta di ridondanza
tra una piazza e l'altra amplificando l'effetto negativo. Per saperne di
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L'ORA DELLA VERITA'

La
dinamica grafica di Piazza Affari è proseguita nell'area
compressa sostenuta dalla media mobile a 20 giorni (linea verde), ma
ostacolata dalla Media Mobile a 200 giorni (linea rossa). Ora
è
giunto il momento della verità, che presuppone il taglio
della
linea rossa verso l'alto (golden cross) oppure il ritorno indietro per
incapacità strutturale ad oltrepassarla. Stante la
conformazione
grafica attuale, io sarei propenso a pronosticare il secondo scenario,
a causa della situazione particolarmente delicata del rialzo in corso,
partito da troppo tempo, ed in fase di progressivo deterioramento. Per saperne di
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PIAZZA AFFARI NON SUPERA
LA RESISTENZA

La
situazione grafica dell'indice di Piazza Affari sta peggiorando. Anche
oggi è stato tentato un ennesimo attacco alla resistenza
posta
in area 20.200-20.500 e si è registrato l'ennesimo
arretramento
sotto i 20.000 punti. L'ultimo ritorno sopra tale livello nell'ultima
ora di contrattazioni sembra voler preparare il terreno per un medesimo
attacco lunedì, però ad ogni fallimento il
rischio di un
forte ribasso susseguente aumenta. Questi tentativi andati male non
fanno che confermare che i ribassisti attestati sulla media mobile a
200 giorni hanno gioco facile, e se ci aggiungiamo i rischi di una
percezione negativa del mercato circa l'enorme debito pubblico lasciato
aperto dalle manovre delle banche centrali per tentare di uscire dalla
crisi,
il sentiment negativo per la formazione di una nuova gamba ribassista
sarà l'inevitabile conseguenza! Per saperne di
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GALLEGGIAMENTO DIFFICILE

L'indice
si trova in uno stretto canale che presuppone una prossima uscita,
più probabile verso il basso, a causa dello stress presente
su
tutti gli oscillatori. Primo obiettivo grafico 18.500 punti Per saperne di
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BREAK OUT SU BREAK OUT
L'indice
continua a perdere forza a vista d'occhio. In questa fase si
è
anche innestata la chiusura di posizioni rialziste aperte in vista
dell'Obama Day. Il vecchio adagio "Compra sull'aspettativa e vendi
sulla notizia" è stato rispettato alla lettera. Ora sono
stati
segnati nuovi minimi, al di sotto del livello dei 17.800 punti, e
sarà proprio in quest'area che si giocherà il
futuro
dell'indice delle prossime settimane. Notate anche le pendenze dei
movimenti in discesa, al confronto con quelle dei movimenti in salita,
come pure le durate di entrambe. Per saperne di
più, con dettagli e prospettive, abbonati alla Newsletter.
BREAK OUT CONFERMATO
L'indice,
non è nemmeno riuscito a testare dal basso il break out dei
20.000 punti, lanciando un segnale peggiore dello stesso test negativo,
cioè dell'aver toccato la resistenza e l'esserne stato
respinto.
Quindi i venditori si sono scatenati ed ora sarà
interessante
vedere dove si andrà a posizionare il primo fronte dei
compratori (che potrebbero essere gli stessi venditori nel chiudere le
precedenti posizioni). Per saperne di
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VERIFICA DEL BREAK OUT
L'indice,
come previsto, è stato inesorabilmente attratto dal livello
dei
20.000 punti per verificarne la bontà e ne ha constatato
tutta
la sua fragilità. I venditori, dopo aver rotto il supporto,
si
sono inoltrati in area nemica fino ai 19.300 punti, prima di incontrare
dei decenti compratori. Ora è probabile che si assista ad un
tentativo della domanda di riattaccare i 20.000 da sotto, per annullare
il break out dei venditori, ed in quella verifica raccoglieremo nuove
importanti informazioni per capire quale strada il mercato
vorrà
intraprendere. Per saperne di
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VERSO UN SECONDO TEST
DEI 20.000
L'indice
è in ascesa dal 30 dicembre scorso, ed è arrivato
a
superare i 20.000 punti. Il break out è avvenuto la mattina
del
5 gennaio in apertura e nel corso del pomeriggio è avvenuto
il
primo test dell'effettivo superamento, andato a buon fine. Questo
slancio ha aperto le porte ad un proseguimento del rialzo giunto fino
ai 21.000 punti. Ora lo S&PMib sta riprendendo il fiato,
preparandosi però a rompere il livello dei 20.500 punti in
conseguenza del pessimo dato USA riguardante il mondo del lavoro. Il
famoso ADP Employment Report, che trovava un consensus degli
analisti attorno alle 250.000 unità perse, ha
evidenziato
un dato reale di ben 693.000 posti andati in fumo, cioè
quasi il
triplo delle attese. Questo lancia ancora un'ombra oscura sulle reali
dimensioni della recessione in corso e prepara il terreno a Piazza
Affari per un secondo test dei 20.000 punti. Per saperne di
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VERSO UN CAPITALISMO
TEMPERATO
O UN DARWINISMO
ECONOMICO?
La
scelta di G.W.Bush di girare 17 milarid di dollari del megaintervento
statale a favore del comparto auto, è un fatto di una certa
rilevanza per il mondo economico, prima ancora che per la filosofia dei
repubblicani. L'autonomia dei deputati USA al momento del voto
è
una caratteristica implicita del mondo politico americano, dove il
deputato sente l'obbligo morale di rispondere ai suoi elettori prima
ancora che alle logiche federali. Così il primo progetto da
20
mld di dollari, per aiutare le tre case automobilistiche di Detroit
è naufragato sull'onda dell'opinione di tanti americani che
ritengono meritevoli di punizione i manager che non hanno innovato.
Questa sorta di darwinismo economico ha però dovuto lasciare
il
passo ad una concezione più concreta dell'economia, legata
all'idea che a punire gli incapaci alla fine ci avrebbero rimesso
tutti, per cui gli statunitensi, e le alte sfere repubblicane, obtorto
collo si stanno spostando verso un capitalismo temperato, molto simile
alle concezioni democratiche.

Questo
ha permesso all'indice delle 500 maggiori società quotate
USA di
non violare il supporto dinamico che parte dagli 860 punti (ora
passante a 885), e che dovrebbe traghettare l'indice definitivamente
sopra i 900 punti, nella zona "900-1000", area del possibile
mini-rally di inizio 2009. Per saperne di
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FALSO SEGNALE
Attenzione,
il grafico ha tagliato il "supportone", ma il break out non
è stato successivamente confermato. Questo ha creato una
"bear
trap" che potrebbe avere ingannato molti. Ci ritroviamo ancora sopra il
supporto e la violazione è
stata effettuata nella
forma, ma non nella sostanza. Il movimento attuale lascia presagire un
tentativo di attacco dei 20.000 sull'onda della spinta in corso. Un
eventuale successo potrebbe aprire nuovi spazi in salita fino ai 23.000
punti.
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LA FASE DECISIVA
Come
previsto, subito dopo il cedimento di quota 19.600, l'indice
ha
testato i 18.500 punti, e lo ha fatto per ben due volte. Con l'ultimo
ribasso, gli assaggi di tenuta dell'ultima linea di difesa sale
a tre. Ora ci troviamo nella fase decisiva. Infatti la resistenza
dinamica discendente costringerà l'indice a decidere cosa
vorrà fare da grande. O ripartire per la parte alta del
canale
o abbandonare definitivamente quota 18.500 per sondare nuovi
territori grafici più in basso. Per saperne di
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ROTTI I 20.000
La
resistenza dei 21.000 punti si è rivelata un vero osso duro,
per
cui l'indice è tornato a scendere per rigenerarsi e
ricercare
energie nuove. Tuttavia la discesa non è rimbalzata sopra i
20.000 ma a 19.600 punti. Successivamente c'è stato un
tentativo
di reazione bocciato il giorno dopo in apertura, con un gap down, e
confermato poco dopo da un secondo test. Ora, dopo aver rotto i 20.000
è probabile il cedimento del supportino dei 19.600 punti
dove si
sono registrati minimi multipli, e l'approdo ai 18.500 punti per
ritestare il minimo assoluto di fine ottobre scorso. Per saperne di
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ESITO NEGATIVO
Il
rimbalzo si è fermato appena sopra i 23.000 punti. Questa
tappa
del percorso ha lasciato un doppio massimo (linea rossa sottile) che ha
proiettato nuovamente l'indice al ribasso a sondare la tenuta dei nuovi
supporti. Il movimento delle recenti sedute ha configurato un canale
ribassista largo ed inclinato che presuppone almeno tre principali
possibili alternative. Per saperne di
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TEST IN ARRIVO
Il
rimbalzo è atteso al test dei 22.000 punti. A quel livello
saranno necessarie energie nuove e denaro fresco per superare la
resistenza dinamica e tornare ai livelli di inizio ottobre. Tra 21.000
e 23.000 punti c'è una zona congestionata che potrebbe
creare
problemi, nel senso che tante posizioni a quei livelli si sono
incagliate e potrebbero prudere le mani a più di qualcuno
nel
desiderio di ripulire certe posizioni. La vittoria di Obama potrebbe
dare una mano momentanea, anche se, passata la fiammata iniziale,
potrebbe esserci un reflusso. Si potranno vedere gli effetti concreti
del nuovo presidente attorno al 20 gennaio, giorno del suo
insediamento, oppure una settimana prima. Attualmente si prospettano
due scenari.
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I FONDI CERCANO IL FONDO
La
discesa dell'euribor a tre mesi si è arrestata al 4,91%.
Sono
necessari nuovi interventi, ancor più coraggiosi da parte
della
BCE, ed in effetti qualcosa si sta muovendo. Per ora, fino a quando non
saranno noti i termini di intervento, e finchè non
sarà
stata verificata la loro efficacia, è bene restare fermi.
Intanto i fondi sono costretti a vendere per fronteggiare i riscatti, e
cercano ..il fondo della discesa, il famoso "bottom" che non si sa dove
sia realmente collocato. A parer mio, fino a quando la
volatilità non sarà scesa a valori ben
più
consoni, è semplicemente illusorio pensare di trovare il
bottom.
Ad ogni modo, che forma dovrebbe o potrebbe avere questo pavimento di
arresto?
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SEGNALI CONTRASTANTI
Quando
viene detto che la crisi finanziaria si trasferirà
sull'economia reale viene detta una grande inesattezza. La crisi
è già presente sul mercato reale, come
contropartita degli errori fatti a livello finanziario,
oltrechè, come loro stessa origine. Mi spiego meglio: se gli
Stati Uniti hanno beneficiato di tenori di vita molto più
alti di quelli sostenibili, portando il debito a quattro volte il
prodotto, è chiaro che il problema è
già insito nell'economia reale. Un sistema finanziario
può tollerare un debito pari al prodotto, o anche qualcosa
di più, ma non il quadruplo.
Ed
è qui che si apre lo scorcio sul vero problema: gli
americani, anche a causa della crisi finanziaria, dovranno ridurre i
consumi drasticamente, i quali porteranno ad un drastico calo delle
vendite prima, e della produzione poi. Infine le aziende dovranno
adeguarsi ai nuovi standard di output e dovranno licenziare, gonfiando
le fila della manodopera inutilizzata che ridurrà
ulteriormente i consumi. In una parola: la recessione. Se si
venderà di meno, ci saranno utili più bassi e
prezzi delle azioni in linea con i nuovi livelli di utile. In sostanza
una contrazione economica dalla quale ci vorrà del tempo per
risollevarsi. Sarebbe necessario che i governi fossero in grado di
pilotare questo sgonfiamento dell'economia, per evitare una caduta
verticale, ma nessuna parola è stata ancora detta a riguardo
dalla politica. Ci si trova ancora allo stadio iniziale,
cioè quello finanziario, anzi, quello della ricerca di un
accordo sulle regole comuni per riportare l'ordine finanziario, e non
di tutta la finanza, ma solo delle banche, almeno per il momento.
La
BCE ha deciso di bypassare il prestito tra le banche, facendo da
riferimento essa stessa per i prestiti, nel senso che se una banca
comunitaria avrà un'eccedenza la potrà depositare
presso la BCE con una remunerazione del 3,25% (sempre meglio dei titoli
di stato a tre mesi che rendono il 2,20%), mentre se avrà
bisogno di un prestito a breve, potrà finanziarsi sempre
presso la BCE al 3,75%, contro il 4,96% del tasso euribor a tre mesi.
Quindi la BCE, per ora funziona da unico mediatore certificato del
mercato interbancario, e sembra che sia una soluzione che
funzioni.
Allo
stato attuale l'Euribor è finalmente sceso sotto il 5%, ma
c'è ancora mezzo punto da limare prima di poter dire di
essere
ritornati ad un livello normale. E' un segnale positivo, ma
dobbiamo aspettarci segnali contrastanti dal lato delle performance
societarie, per cui, è probabile che anche se il livello di
volatilità si andrà riducendo, avremo comunque un
andamento borsistico percorso da oscillazioni nervose in entrambi in
sensi.
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OBBLIGATORIA LA CAUTELA
Nel
giro di due sedute i principali listini si sono rimangiati
metà
del rimbalzo precedente. Tuttavia si tratta di un "effetto flipper"
assolutamente prevedibile, perchè molti operatori non
aspettavano altro che un sostanzioso recupero per liquidare o
alleggerire le proprie posizioni. Ora la situazione è la
seguente: le banche stanno recuperando lentamente fiducia, ma non
quanto ci si sarebbe aspettato. In Europa continuano a depositare cifre
record presso la Banca Centrale Europea presso la overnight deposit
facility ad un tasso del 3,25% quindi inferiore a quello di mercato.
Dopo la mitigazione della tempesta finanziaria sulle banche, ammesso
che la guarigione sia lenta ma progressiva, resta da chiedersi quali
saranno le risposte della politica USA ed UE all'economia reale, che
presto verrà colpita dal calo dell'indebitamento nel mercato
finanziario e che in questi giorni comincerà a rendere noti
i
primi risultati del terzo trimestre.
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TORNA LA FIDUCIA
Anche
in borsa il battito d'ali di una farfalla provoca un evento atmosferico
dall'altra parte del mondo. Nella fattispecie, la riunione dei premier
europei ha provocato un rialzo dall'altra parte dell'Oceano,
cioè a Wall Street, oltre che in Europa. Anche il Vecchio
Mondo
ha qualcosa da insegnare al Nuovo, e questa volta, invece di comprare i
titoli tossici con un fondo generico in "stile Paulson", si
entrerà a ragion veduta nel cuore del sistema. Si
è messo
a fuoco uno dei nodi cruciali del problema, cioè la sfiducia
tra
le
banche, per cui gli Stati, ognuno a modo suo, entreranno nel
loro
capitale se dovesse essere necessario.
Così, anche se non era possibile costringere gli investitori
a
fidarsi del sistema, è tuttavia possibile spingere le banche
a
fidarsi dello Stato. L'Euribor, termometro della fiducia tra le banche,
ha iniziato a
scendere, il che è un buon segno. Ora si prepareranno nuovi
scenari.
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IL RIMBALZO DEL GATTO
MORTO
Gli
inglesi lo chiamano DEAD CAT BOUNCE, cioè il rimbalzo del
gatto
morto, perchè quando cade a terra non è come un
pallone,
ma proprio come un gatto morto! A parte la cruda immagine
evocata,
ci troviamo di fronte all'ennesima riacutizzazione della
crisi.
Il mercato ha messo a segno un "dead cat bounce" (nel riquadro fucsia)
poi è tornato giù (vedi prossimo grafico). Dopo
la crisi
immobiliare, la crisi subprime, la crisi di liquidità, la
crisi
del credito, ora siamo arrivati alla crisi di fiducia, l'anticamera del
panic selling. Osservate l'apertura di Piazza Affari questa settimana:

Nonostante
l'approvazione del Piano Paulson, o "piano di bail-out"
venerdì
Wall Street ha chiuso in negativo, perchè gli
operatori
hanno acquistato sull'aspettativa e venduto sulla notizia, come recita
il vecchio adagio. L'Asia questa notte ha chiuso in rosso sangue, ed
ora lo tsunami finanziario è arrivato in Europa. Come si
potranno intuire le prossime reazioni psicologiche degli investitori e
dei listini?
Con l'analisi tecnica
corretta con la psicoeconomia!
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WALL STREET VUOLE
CREDERCI
Come
vi avevo anticipato, l'approvazione del piano di "bail out" della Casa
Bianca non sarebbe stata una passeggiata a causa della campagna
elettorale in pieno corso. Una buona parte dei repubblicani, da sempre
ostili ad ogni intervento invadente dello stato nell'economia, ha
ritenuto il piano del segretario al Tesoro Paulson un piano
anti-americano e un pessimo biglietto da visita per il proprio
elettorato. Così hanno preferito bocciarlo e chiedere
addirittura le dimissioni di Paulson. Ricordo che i deputati americani
non hanno il vincolo di voto in base alle linee di partito e godono di
ampia autonomia. Questo tuttavia finirà per mostrare i
repubblicani stessi divisi e un po' pasticcioni, per cui, proprio per
motivi elettorali, oltre che di emergenza, anche i più
restii
dovranno convincersi ed approvarlo. In queste ore la
volatilità
è scesa dai valori stellari di 48 a 40, un valore sempre
alto,
ma che lascia dietro a sè un gap down che lascia ben
sperare.
Per
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DUBBI SUL PIANO DEL
TESORO USA
Circolano
diverse voci sul piano di salvataggio del Tesoro USA. Alcuni lo
ritengono insufficiente, altri invece temono che le scaramucce in seno
al Congresso in concomitanza con la campagna elettorale in pieno corso,
possano ritardarne l'adozione. Fattostà che la patata
bollente
è stata spostata da una parte all'altra, ma è
ancora
lì. Voler spostare i bad bond dalle società
private allo
Stato, significa diminuirne il credito (vista la montagna di junk bond
in arrivo) e significa anche indebolirne la valuta nazionale
cioè il dollaro, aprendo così la strada ad un
nuovo rally
del petrolio in prima battuta, ed all'inflazione in seconda. In questa
fase l'analisi tecnica potrebbe non funzionare bene, visti gli umori
altalenanti in gioco, per cui sarebbe bene formulare le proprie
previsioni utilizzando strumenti nati appositamente per questo tipo di
mercati altamente volatili. Per
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CRISI DEL CREDITO,
VERSIONE 2.0
Il
fallimento della Lehman Brothers ha impresso al Nasdaq (l'indice
più forte di Wall Street) un'accelerazione in discesa che lo
ha
portato allo stesso livello minimo toccato il marzo scorso. Dopo la
crisi dei mutui subprime, con il fallimento di diverse
società
impegnate in prestiti a rischio, la crisi si è spostata sul
mercato immobiliare per cui è diventato molto più
difficile vendere o acquistare casa. Questo congelamento del mattone ha
congelato una larga parte di asset finanziari, che non riescono ad
essere smobilizzati all'occorrenza. La crisi si è spostata
poi
alle banche che avevano nei portafogli tali obbligazioni subprime.
Tutto questo ha creato una crisi di sfiducia tra le banche stesse, per
cui, anche le più semplici operazioni di monetizzazione sono
risultate impossibili se nessuno era disposto a prestare dei soldi. Il
fallimento di Lehman Brothers ha aperto gli occhi sulla
gravità
della situazione, gettando un'ombra sinistra anche sulle grandi banche
d'affari. Dal settore bancario, ora la crisi ha iniziato a spostarsi
all'assicurativo, in una versione avanzata che potremmo definire 2.0.
La Fed ha salvato in queste ore AIG, la più grande
società assicurativa del mondo, oltre che Fannie e Freddie
in
precedenza, però i soldi della Fed non sono illimitati. Ora
il
Nasdaq è alle prese con il fatidico supporto dei 2200 punti.
Per
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INDICE IN AFFANNO
Il
secondo deciso rimbalzo avvenuto alla fine di agosto, ha portato
l'indice al secondo confronto con la resistenza leggermente inclinata
passante ora sui 29.200 punti. Il movimento successivo è
stato
caratterizzato da due grosse candele scure che hanno ritestato per la
terza volta il supporto (per me anomalo) dei 27.800 punti, causando il
successivo rimbalzo ben visibile. Tuttavia il movimento corrente, una
volta perse le sue caratteristiche originarie reattive, non riesce
più ad avvicinarsi alla resistenza per il doveroso test,
denotando una fragilità stessa nella sua dinamica. Resta
assai
probabile un nuovo test dei 27.800 punti, che se fallisse proietterebbe
l'indice dritto verso il test più naturale dei 27.000. Per
saperne di
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IN CERCA DI UN SUPPORTO
Il
movimento partito dalla fine di agosto, che ha creato un supporto
anomalo un gradino sopra il livello dei 27.000 punti, ha portato alla
ricerca di una resistenza superiore che grosso modo si sarebbe dovuta
trovare in area 29.000 - 29.500. Il test effettuato ha generato una
resistenza inclinata che ha riproiettato lo S&PMib in
giù
con un movimento assai violento, il cui scopo sarà
probabilmente
la verifica del supporto collocato sui 27.800. Per saperne di
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L'INDICE CI RIPROVA
Il
movimento della penultima candela dimostra una certa tenuta del livello
dei 27.700 punti. Si è venuto a formare una sorta di
martello
che rilancia in sù l'indice per la terza volta. La sfida che
si
prospetta è quella di portarsi in area 29.500 punti e
cercare di
sfondarla. Il petrolio inizia a sgonfiarsi dopo le paure del uragano
Gustav, e i nuovi dati positivi del Pil USA lanciano nuovo ottimismo
sui mercati azionari. Il test di quota 27.000 è stato
rinviato
per la seconda volta. Resta il dubbio di un rialzo basato su un unico
minimo importante, senza alcuna successiva verifica...
LA BORSA DEL RIENTRO

Tra
alterne vicende, il rimbalzo che abbiamo lasciato in pieno corso a
metà luglio è continuato anche nel mese
successivo. Ora
però è comparsa una candela scura (indicata con
la
freccia rossa), che ci fa pensare che il mercato stia per iniziare un'
"operazione respiro". Se dovesse essere ceduto il supporto dei 27.800
punti, è probabile che il mercato scenda dritto dritto sui
27.000 punti per ritestare una seconda volta il supporto principale,
quel "pivot point" dal quale era partita la reazione. Fare attenzione.
POST-RIMBALZO
La
lunga candela
bianca ha paradossalmente segnato la fine della prima gamba del
rimbalzo. In realtà ha fornito l'occasione a qualcuno di
uscire
alla meno peggio. Ora sono comparse due piccole candele scure che
stanno per compromettere quasi tutto il guadagno del corpo della lunga
candela bianca. Un cedimento al di sotto di quel livello, confermato da
una chiusura al di sotto dei 28.000 punti, determinerà una
lettura in negativo del decorso borsistico. Un recupero dai livelli
attuali, al di sopra del picco della lunga candela bianca, sopra i
29.000 punti, aprirà probabilmente lo spazio ad una seconda
gamba di rialzo/rimbalzo.
IL PRIMO VERO RIMBALZO
Il
martello
indicato con la freccia verde è il primo vero martello
(segnale
rialzista) visibile sul grafico candlestick da diversi mesi. Questo ha
permesso il superamento dell'ultima candela negativa e la formazione di
una serie di quattro candele positive, una dietro l'altra. Tuttavia le
vere candele bianche dovrebbero essere tre, perchè il corpo
della quarta è talmente stretto che preferirei considerarla
un
doji, cioè una figura di indecisione. Infatti gli operatori
ora
sono titubanti: o continuare il rialzo superando finalmente la
metà del corpo della lunga candela scura precedente
(indicata
col tratteggio rosso), oppure ritornare di nuovo in giù per
testare la bontà del supporto posizionato sui 26.500 punti.
Io
propenderei per questa seconda ipotesi, tuttavia non si può
nemmeno escludere un'estensione del rimbalzo di riflesso, essendo
durata molto a lungo anche la precedente gamba ribassista.
SEMPRE PEGGIO...
La
crisi di Fannie
e Freddie arriva come una secchiata di cubetti di ghiaccio dopo una
bella doccia fredda! Il mercato non è in grado di elaborare
serenamente questa continua catena di notizie negative. Non
è
nemmeno normale una discesa costante come quella del grafico. Ad azione
non normale, aspettiamoci reazioni fuori norma. Le scene di panico
ancora non si sono viste, ma le code fuori degli sportelli della
IndyMac Bancorp sì. Così si è
innescato un
meccansimo pericoloso che è bene tenere d'occhio, che
è
quello della paura. Il passo successivo è il panico.
Continuate
a restarne fuori!
ASPETTANDO GODOT...
Il
rimbalzino
è stato proprio "ino ino"...Il mercato azionario domestico
soffre per la caduta dei finanziari ed anche per il cedimento dei
titoli energetici in seguito al parziale sgonfiamento del petrolio. Dal
lato greggio tuttavia, non c'è da preoccuparsi,
perchè
riprenderà a salire: aveva solo bisogno di una salutare
pausa di
riflessione per rientrare dagli eccessi sugli oscillatori. Per quanto
riguarda i titoli finanziari la diffidenza resta.
Nel
frattempo, la
sensazione è che mentre il mercato scende, si stia
aspettando
Godot, come nella famosa opera di Samuel Beckett...Arriverà
poi
il ragazzo a dirci che Godot (il rimbalzo nella fattispecie) oggi non
verrà, ma che verrà domani...Poi domani si
ripeterà la stessa scena...
Meglio
starne ancora fuori!
AL MASSIMO...UN
RIMBALZINO
Il
grafico ha
tagliato il piccolo canale laterale che aveva come pavimento i 28.950 e
come tetto i 29.350 punti. Ora si è appoggiato sul nuovo
supporto dei 28500 punti ed ha rimbalzato, anche in scia ai migliorati
indici statunitensi, ma non bisogna farsi troppe illusioni. Per
rientrare nel canale servirà un colpo di reni che
attualmente
non sembra poterci essere. E superato il canale, lo aspetta la
resistenza dei 30.000 punti che appare tanto dura quanto lontana. Nella
migliore delle ipotesi, nelle prossima sedute Piazza Affari
potrà rientrare nel canale arancione. Nella peggiore delle
ipotesi invece non vorrei addentrarmi, ma il supporto dei 28.500
è troppo vicino per poter reggere a lungo...Fate attenzione
e,
se potete, statene fuori!...
IL TEST DEI 30.000
Lo
S&PMib
è andato sotto i 30.000 ed ora sta effettuando il test di
tenuta
della nuova resistenza (ex supporto). Basta un peggioramento del quadro
generale, e ritornerà di nuovo giù fino
ai 28.500
punti, nuovo supporto. Il Nasdaq e il Dax, veri listini locomotiva,
sono posizionati in punti delicati di supporto. Se molleranno la presa,
tutte le borse ne risentiranno negativamente. Il nostro grafico
dovrebbe superare i 30.500 per poter rovesciare il quadro ribassista,
almeno nel breve. Massima attenzione.
OPEC O NON OPEC? QUESTO
E' IL PROBLEMA
Doppia
candela nera
lunga: il mercato ha paura. Come si fa a vedere? Beh, anche noi
psicoeconomisti abbiamo i nostri piccoli trucchetti, ma potete crederci
se vi dico che c'è una paura palpabile. Poi ci sono elementi
di
ritorno alla calma, ma non significa necessariamente rialzo. Le due
piccole candele bianche e quella nera successiva, sono tre martelli,
segno che forse il ribasso sta per sfociare in un rimbalzo. Se il
mercato salirà, dovrà chiudere sopra la
metà del
corpo dell'ultima candela nera, se invece scenderà, potrebbe
essere un test per vedere se ci sono ancora ribassisti in forze. Se la
chiusura terminerà sopra la fine della lower shadow,
cioè
lo stoppino basso delle tre candele, allora ci sarà
un
rimbalzo, in caso contrario il test sarà fallito e
seguirà a brevissimo quello dei 30.000 punti. Molto
dipenderà dalle decisioni dell'Arabia Saudita e dell'Opec a
Jeddah il 22 prossimo.
VERSO I 30.000
L'indice
ha ceduto,
ed ora con la lunga candela scura ha lanciato un altro pesante segnale
ribassista. La candela successiva non ha alcun peso reale. Lo scenario
più probabile prevede il seguente copione: rimbalzino per il
test attorno ai 32.000 punti e poi avanti in discesa controllata verso
i 30.000 punti, livello di supporto della precedente discesa di marzo.
Solo da lì sarà possibile costruire una linea del
Piave
dalla quale non far passare i ribassisti. Ma sarà una
battaglia
legata ai destini ed all'andamento delle principali variabili macro
mondiali, in primis, del petrolio. Attenzione alle dichiarazioni dei
Governatori circa le prossime mosse sui tassi, che sono ritornati ad
essere veri e propri market drivers.
CATTIVI PRESAGI
L'indice
ha tenuto
il supporto con fatica, ma l'ultimo tentativo di rimbalzo è
stato subito ripreso e sopravanzato da una candela nera il cui corpo
supera abbondantemente in basso quello della candela bianca. Non
è un bel segno perchè dopo aver visto la vittoria
degli
orsi nelle cinque candele nere precedenti, questa sta per mettere la
parola fine anche all'unica candela bianca vista di recente. Chi se lo
può permettere resti fuori, mentre chi è
investito si
alleggerisca e fissi stop loss automatici vicini. La nottata
sarà lunga...
IL MOMENTO DELLA VERITA'
L'indice
ha
effettuato la correzione attesa ed ora si trova in un momento delicato.
La candela bianca è stata annullata da quella nera, ed ora
ci
troviamo di fronte ad una sorta di doji che dice chiaramente che il
mercato è indeciso. Ma una cosa è certa: non
avrà
molto tempo per decidere: o scenderà ancora e
violerà al
ribasso il supportino statico dei 32.500 punti, oppure si
riprenderà e terrà in gioco la scalata per i
34.000
punti. Per come è messo ora, è più
probabile uno
sviluppo ribassista, ma il grafico purtroppo non è
risolutivo al
riguardo. La cosa migliore è aspettare e agire dopo di
conseguenza.
DOPPIA STELLA CADENTE:
PAUSA SALUTARE
L'indice
ha
ammassato truppe al valico dei 34.000 e ne ha effettuato il superamento
come previsto la volta scorsa, con una bella candela bianca. Poi il
martello ha confermato la forza dei tori, ma la stella cadente
successiva ha cambiato le carte in tavola, e quella successiva ha
confermato il segnale di cambio di tendenza. Il mercato è
pronto
per una salutare pausa di riflessione, che al suo termine potrebbe
essere in grado di creare le basi per un attacco in grande stile di
quota 35.000. Tuttavia bisognerà vedere dove
verrà creato
il nuovo campo base: se sarà troppo distante dalla vetta,
servirà un movimento a due tempi con una pausa lungo la
salita.
L'INDICE AMMASSA TRUPPE
AL VALICO DEI 34.000
L'indice
ha
disegnato un interessante harami in discesa. Si tratta di un segnale di
inversione che viene lanciato proprio mentre sta attendendo al varco,
per ritentare d'oltrepassare i 34.000 punti. E' possibile che ci voglia
un po' di tempo per creare una base solida dalla quale partire al
successivo attacco della resistenza dei 35.000 punti, vero sbarco
grafico in Normandia... L'ultima volta l'indice era partito
dai
30.000 punti per arrivare ai 34.000, quindi aveva il fiatone. La
boccata di ossigeno delle ultime sedute ci voleva tutta. Ed ora
potrebbe esserci l'energia giusta. Ancora qualche seduta e poi
verrà sferrato l'attacco.
MOMENTO DELICATO. IL
SUPPORTO A 34.000 NON TIENE!
L'indice
sta
testando il supporto dei 34.000 punti. L'area di supporto si estendeva
fino ai 33.800, ma ora l'indice è sceso a 33.722. Molto
dipenderà dalle idee che verranno maturate nel week end.
Sembra
che il terreno di costruzione della salita richiederà molto
più tempo e richiederà due o tre test di tenuta
simili a
questo. L'ultima candela indica un mercato che ha oscillato bene, ma il
corpo della candela si è collocato nella parte medio bassa e
non
proprio in fondo. Il momento è delicato. Se si torna sopra i
34.500 allora la fase di rialzo si estenderà. Sotto i
livelli
attuali resterà un brutto doppio massimo sul grafico e si
andrà ancora più sotto.
LA LUCE IN FONDO AL
TUNNEL
L'indice
è
riuscito a reagire e ad allontanarsi dalla zona pericolosa toccata la
settimana scorsa, riportandosi in area 34.000 punti, superati i quali,
cesserebbero le vendite dei "cecchini", cioè degli operatori
che
sono in perdita e vendono man mano che arrivano al pareggio. Monitorare
con attenzione l'andamento dello S&P500 che sta attaccando la
resistenza dei 1400 punti. La figura ricorda un testa e spalle
rovesciato.
INDICE ANCORA NELLE
SABBIE MOBILI
L'indice
non riesce
ancora ad uscire dall'area delle "sabbie mobili" rappresentata dal
rettangolo 32.500-34.200. Le vendite "a pareggio" tolgono forza ai
compratori ed ai prezzi. La salita partita nella terza decade di marzo
sta perdendo spinta e slancio, mentre sta per essere violato il
supporto dinamico relativo, che potrebbe riportare l'indice di nuovo a
contatto con la parte inderiore del canale, a circa 32.500 punti. Un
cedimento di tale valore aprirebbe lo spazio per un secondo test dei
30.000 punti, che se superato, costituirebbe un ottimo doppio minimo
per poi ripartire all'attacco.
COME VOLEVASI
DIMOSTRARE...
Come
volevasi
dimostrare...Superando la soglia dei 33.000 punti, l'indice di Milano
è entrato in una zona di congestione, che noi la volta
scorsa
abbiamo chiamato "dei cecchini" per dare un'idea visiva della
tipologia. In quella zona diversi operatori entrati tra la fine di
gennaio ed il mese di febbraio si sono ora ritrovati in pareggio. Per
chi era entrato a 33.000 punti la discesa a 30.500 aveva comportato una
perdita sulla carta pari al 7,5%, mentre per chi era entrato a 34.000
la perdita a metà marzo ammontava al 10%. E' ovvio che
già le prime operazioni entrate in pareggio abbiano
scatenato le
vendite per ritornare alla finestra, riportando l'indice in discesa.
Quelli entrati a 34.000 sono rimasti a bocca asciutta. L'indice si
trova ancora dentro il canale laterale e potrebbe effettuare un
rimbalzino sulla parte bassa, intorno ai 32.300 punti.
IL PUNTO DELLA
SITUAZIONE A MILANO
Dal
punto di vista
psicoeconomico l'inclinazione del rimbalzo resta ancora la stessa,
tuttavia ora l'indice sta attraversando un'area molto rischiosa, che
definirei "dei cecchini" perchè tra 33.000 punti e i 34.800
nel
periodo fine gennaio - fine febbraio sono entrati diversi operatori che
ora stanno andando in pareggio dopo aver attraversato un periodo in
perdita per tutto marzo. Quindi se questi dovessero decidere di
vendere, non appena riagguantato il pareggio, la discesa sarebbe di
nuovo dietro l'angolo. Massima attenzione!
IL PUNTO DELLA
SITUAZIONE A MILANO
Dal
punto di vista
della psicoeconomia, ci troviamo davanti ad un vero e proprio bivio. La
velocità di risalita (linea fucsia) è
paragonabile a
quella della discesa al di sotto del taglio inclinato in rosso. A
questo punto è ragionevole pensare che l'indice stia per
entrare
nell'area di congestione 33.000-34.800 in attesa di sviluppi da parte
del mercato globale. Tuttavia manca ancora un test del pavimento, che
crei un secondo minimo relativo più elevato rispetto a
quello
marrone, in modo da poter sviluppare la base del canale ascendente.
STUDIO DEL GRAFICO CON
LA PSICOECONOMIA - ATTO II

Questa
settimana possiamo analizzare i risultati dell'analisi tecnica
psicoeconomica applicata ai comportamenti reali del mercato. Come
potete vedere il rimbalzo studiato la settimana scorsa non è
nemmeno riuscito a raggiungere il livello della resistenza (linea
rossa) che rappresentava un supporto fino a poco tempo fa. Il mancato
raggiungimento del taglio precedente corrisponde ad un recupero lento,
quindi, come previsto dalla tecnica psicoeconomica, prevede un
successivo ribasso. La tecnica funziona: come potete osservare nel
riquadro rosso, il mercato ha proseguito verso il basso (movimento
indicato dalla freccia fucsia).
A
questo si deve
aggiungere il flop della Bear Stearns, che è doppiamente
grave
sia perchè si tratta della quinta banca di Wall
Street, e
sia perchè riguarda appunto una banca. La crisi finanziaria
ha
poteri devastanti se invece di toccare settori diversi, come
poteva essere con l'immobiliare o il tecnologico, va a toccare il
sistema bancario, nel quale passano i gangli vitali di tutto il resto.
Intaccando questo settore si può trasmettere al resto
dell'economia molto in fretta!

Al
vocìo
della Stearns si aggiungono ora altri nomi di banche eccellenti. Per
chi è fuori del mercato il consiglio e di restare alla
finestra.
In attesa delle reazioni di Wall Street alla riunione FOMC del 18,
nella quale è stato deciso un taglio di 75 bp, per chi
è
investito, il mio consiglio è di vendere o almeno di
alleggerire. Se il mercato dovesse reagire in maniera tiepida e poi
tornerà a scendere, le cose si faranno drammaticamente serie
perchè le cartucce che la Fed potrà ancora
sparare
saranno rimaste davvero poche.
STUDIO DEL GRAFICO CON
LA PSICOECONOMIA

Questa
settimana
applichiamo al grafico dell'attuale S&PMib le tecniche della
Psicoeconomia. Innanzitutto dobbiamo individuare quale sia il primo
movimento e poi il secondo. Nella fattispecie il primo
movimento
è quello che taglia al ribasso il supportino di breve
indicato
dalla linea rossa, che ha funzionato da linea di rimbalzo per ben tre
volte. Il secondo movimento è il rimbalzo che sta avvendendo
ora.
Ebbene,
le
posizioni aperte nell'area 33.000 punti verranno chiuse in pareggio o
mantenute aperte a seconda della velocità di rialzo del
secondo
movimento. Se quest'ultimo sarà lento verranno chiuse, se
invece
sarà veloce verranno mantenute. Facile vero? Se non
ricordate
più i fondamenti della tecnica psicoeconomica, rivedetevi la
seconda lezione del corso riguardante le reazioni previste a seconda
dell'emotività cliccando qui.
I TASSI COME UNA
MARCIA...COME MARCIANO I TASSI!

(nel
grafico sopra,
un esempio di previsione dei tassi BCE solo qualche mese fa: le
previsioni sui tassi sono sempre dinamiche e difficili da effettuare)
Il
tasso ufficiale
manovrato dalle banche centrali funziona come il cambio di
un'automobile, i dossi della strada rappresentano i cicli economici con
i loro alti e bassi, e l'auto rappresenta l'inflazione. Quando
la
strada trova un
leggero avvallamento, cioè l'economia è in forte
accelerazione, si aumenta il tasso, cioè si scalano le marce
in
su, per non sentire girare il
motore in modo troppo sostenuto ed evitare che si
surriscaldi. Quando la strada è diritta e
piatta,
l'economia è stabile, ed il tasso, cioè la
marcia, viene
tenuta costantemente ferma. Quando la strada, cioè il ciclo
economico è in salita, cioè fa fatica, la banca
centrale
taglia il tasso, cioè scala le marce in giù per
tenere
l'auto su di giri, cioè permettere
all'economia, di correre meglio. Come in una vera
auto, le
marce non si possono scalare più in basso della
prima ,
cioè il tasso di interesse non può essere
abbassato sotto
l'1% (salvo casi particolari come il Giappone), altrimenti si rischia
di entrare in una sorta di stallo dell'economia, chiamato
tecnicamente "trappola della liquidità".
L'economia
mondiale è una strada fatta di dossi e cunette, una sorta di
ciclo continuo.
L'auto
degli USA
che sta davanti, attualmente sta rallentando
perchè è in salita, per cui il guidatore
Ben
Bernanke (Governatore della Fed) sta scalando le marce
all'ingiù
per tenere il motore su di giri. Attualmente ha innestato la terza
(3%).
L'auto
dell'Europa
è in ritardo sul ciclo, e insegue quella statunitense,
percorrendo la stessa strada, più indietro, a qualche
chilometro
(mese) di distanza . Ora ha terminato la discesa e sta
iniziando a
salire, ma Jean-Claude Trichet (Governatore della BCE), si ostina a
farlo continuando a tenere la quarta (4%)!
FLY TO... INSTABILITY

L'instabilità
dei mercati provoca nelle sue punte più pronunciate, un
fenomeno
chiamato "fly to quality", cioè volo verso la
qualità.
Una fattispecie di questo fenomeno è il "volo" effettuato
dai
capitali abbandonando le rischiose azioni per approdare ai
più sicuri titoli di stato. Più è
lunga la
duration del titolo e più saranno ampie le sue oscillazioni
al
verificarsi del fenomeno. Il titolo più lungo in Italia
è
il BTP trentennale, che in una sola seduta può variare anche
di
un punto percentuale (o anche di più). Nell'esempio
riportato
sopra, il BTP scadenza 01 febbraio 2037, è oscillato da
89,41 a
90,27.
Quando
vedete che
il mercato azionario diventa piatto, ma prevedete un ritorno di
volatilità in grado di scatenare il fly-to-quality, volate
anche
voi verso la qualità posizionandovi sul future dei titoli di
stato con duration a voi più consona. Queste operazioni sono
piuttosto delicate perchè comportano grosse garanzie e
capitali.
Se
non potete
metterle in atto, potrete sempre sfruttare il fenomeno
per leggere
meglio il mercato e sfruttare l'instabilità in altro modo,
ad
esempio con le opzioni sulle azioni o sull'indice, o ancora con gli ETF.
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